Che cos’è l’Halo

Il concetto di Halo fu proposto per la prima volta da Mercedes dopo che la FIA aveva iniziato la sua ricerca su rudimentali gabbie del rullo anteriore. Il primo prototipo di Halo, realizzato in acciaio, era stato sottoposto a test statici presso la RAF Bentwaters nel 2015 ed aveva funzionato bene contro un pneumatico da 20 kg scagliato da un cannone ad azoto compresso a una velocità di 225 km/ h. Un prototipo di acciaio avvolto in fibra di carbonio era stato poi testato dalla Ferrari durante i test invernali nel febbraio 2016, con i piloti che avevano segnalato livelli accettabili di visibilità nonostante il pilone verticale e la sezione protettiva direttamente davanti e sopra il cockpit.Halo

Al Gran Premio d’Austria del 2016 è stato introdotto un prototipo più leggero e più forte in titanio, noto come Halo 2. Uno dei cambiamenti più importanti è stato l’allargamento dell’arco di Halo al fine di migliorare la visibilità e minimizzare il rischio che il pilota sia colpito alla testa da eventuali detriti volanti. I test di estrazione si sono svolti nella pit lane del Red Bull Ring prima di essere messo in pista nel round successivo a Silverstone. Seguirono una serie di test durante le sessioni libere del venerdì, in modo che tutti i piloti del mondiale 2016 completassero almeno un giro con un prototipo del dispositivo.

La questione più controversa riguarda l’aspetto che avranno le vetture di F1 equipaggiate con Halo. Molti degli addetti ai lavori affermano che l’introduzione di questo dispositivo rischia di distruggere il DNA della Formula 1, caratterizzata da cockpit aperti fin dal primo evento mondiale del 1950. Tuttavia, le auto di Formula 1 hanno subito molti cambiamenti visivi in ​​nome della sicurezza negli ultimi decenni e tutti sono stati accettati col passare del tempo.

Nel 1996 è stata introdotta per la prima volta una copertura della cabina di guida in schiuma e, nonostante abbia cambiato significativamente l’aspetto delle vetture, ha salvato la sua prima vita dopo un anno dalla sua introduzione. L’ex medico di F1 Sid Watkins ha presentato una ricerca sull’incidente di Jos Verstappen al Gran Premio del Belgio del 1996 nel suo libro Beyond the Limit: egli ha scoperto che senza la protezione extra del bordo della cabina di pilotaggio, la testa di Verstappen sarebbe stata esposta a forze in grado di provocare lesioni vitali. Invece, Verstappen ha mantenuto la coscienza per tutto l’incidente. In parole povere, senza l’introduzione della protezione extra della testa nel 1996, è improbabile che Verstappen sia vivo oggi e quindi anche improbabile che suo figlio Max sia sulla griglia anche nel prossimo mondiale 2018.
C’è ancora qualche discussione per quali tipi di incidenti l’Halo sia stato progettato, ma la FIA ha previsto che le possibilità di sopravvivenza aumentano del 17% con l’Halo installato, un valore troppo significativo per essere ignorato.

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